mercoledì 20 maggio 2015

Expo Milano 2015

Dopo la bellezza di 3 anni e 5 mesi dalla nascita della nostra Tatina e 2 anni ed 1 mese dalla nascita del nostro Cocchino ci siamo regalati un weekend pazzo senza di loro, in cui abbiamo fatto i nababbi.

Così abbiamo potuto vedere Expo 2015 a Milano.
Ed eccovi la mia modesta recensione della fiera.
Sicuramente la metropolitana di Milano non è come quella di Roma dove esistono 3 linee in tutto e funzionano anche male.
A Milano con la metropolitana si raggiungono posti lontanissimi come Expo che si trova a Rho in pochi minuti...
La prima cosa che abbiamo fatto arrivati a Milano, è stato il biglietto della metro formula week end che durava 48 ore ma che non comprendeva la linea per Expo, che si pagava a parte 2,5 euro.
Però prima di tutto non c'era nessun controllo nelle due fermate che separavano la linea urbana da quella extra urbana, inoltre solo pochi sanno che non c è bisogno di comprare il biglietto da 2,5 euro, ma basta comprare alla fermata mulino dorino il biglietto extra urbano da 1,6 euro!
Premesso il discorso metropolitana, per andare ad Expo o andate con la macchina o prendete la metro rossa direzione Expo.
Da lì c'è un discorso percorso a piedi che passa per la biglietteria, e per una casetta blu che ospita il centro informazioni dove potete richiedere la mappa del sito.
In seguito arriverete ai tornelli dove sarete perquisiti più che in aeroporto, il che vuol dire che dovrete fare la fila...
Passati i tornelli c'è un' altro percorso lungo fatto di scale (mobili solo in salita) e un ponte.
Alla fine sarete riusciti ad arrivare al padiglione zero e qui cominceranno le vostre file.
Noi l'abbiamo saltato quindi con esattezza non vi posso raccontare cosa ci sia dentro, mi hanno raccontato del percorso dell'evoluzione dell'uomo.
Passato quello, vi troverete davanti uno spettacolo meraviglioso, tutti i paesi che hanno partecipato, espongono in un padiglione.
Ogni padiglione affaccia sulla via principale che è lunghissima, a metà strada c'è l'italia.
Per la gestione e costruzione dei padiglioni un anno fa ci furono una serie di arresti in Italia per corruzione da cui sono nati rallentamenti nelle costruzioni.
Alla data di oggi alcuni padiglioni non sono ancora pronti, come Cuba ed il padiglione dei gadget.
Inoltre la costruzione di ogni singolo padiglione è affidata ai singoli paesi, tranne che per i paesi che per mancanza di fondi non potevano costruire il padiglione, che sono stati accorpati in Cluster, delle zone divise per aree tematiche: Spezie, Caffè, Riso, Cioccolata, in piccoli locali dove potevano esporre e/o cucinare.
I padiglioni sono talmente tanti che non ce la farete mai a visitarli tutti in un giorno.
Esiste la possibilità di un biglietto ridotto serale con apertura cancelli alla 19.
L'expo chiude alla 23 ma l'interno dei padiglioni alle 21, fino a chiusura del sito restano aperti i ristoranti.
Se proprio volete fare il biglietto per un solo giorno, almeno tornateci la sera del giorno dopo.
Al fatto che i padiglioni sono davvero tanti si aggiunge che ci sono delle file lunghissime per i più belli, anche di 2 ore quindi si consiglia di prenotarli come la Svizzera, oppure di fare la fila da subito, oppure di saltarli.
Noi abbiamo saltato per fila: Zero, Italia, Arabia saudita, Australia, Giappone, Germania.
Sicuramente i migliori.
L'interno dei padiglioni mi ha delusa perchè non rispecchiavano la bellezza esteriore.
Alcuni proprio non li ho capiti, altri facevano solo pubblicità turistica al proprio paese, altri invece, rispecchiavano il tema ed avevano tecnologie e proposte avanzate.


Questo che vedete è il padiglione brasile, costituito unicamente di un grande tappeto elastico, divertente ma con poco senso, poi è uno di quelli che non ho visto perchè eravamo stanti e doloranti, ci mancava solo il tappeto elastico.


Questo è l'interno del padiglione Corea, che ho trovato molto bello sia all'interno che all'esterno, e soprattutto a tema. 




Nella sala grande insieme a questa scultura con una proiezione di un bambino che sembra seguirti, dalle sembianze simili a Smigol, c'è un enorme vaso Onggi, tipico oggetto quotidiano del paese utilizzato per la fermentazione.

Il padiglione Tailandia, circondato da coltivazioni di riso di 1,2,3 mesi di cui forse a fine periodo si potrà fare racccolto, ospita tre grandi sale di proiezione che parlano delle abitudini alimentari del paese, e della promozione all'agricoltura sponsorizzata dal re, tutti con diversi effetti ottici, e 4D.















Il padiglione Cina ha un percorso esterno di fiori ed un aspetto esteriore a capanna, rustica, l'interno a parte una zona di esposizione di manufatti ed oggettistica antica, ha una zona moderna chiamata onde di grao che rappresenta un grande campo di grano su cui vengono trasmesse immagini.













Il Padiglione Francia era molto semplice ma particolare, al suo interno, a settori, nel soffitto erano appese padelle, bottiglie,grano, ed altra oggettistica, quasi a voler dimostrare,tema che secondo me ricorre, che siamo sempre di più come popolazione e necessitiamo di spazi.


Qui vedete l'albero della vita della zona Italia, in parte finita, con stand regionali, più che altro ristoranti.
Il più carino è quello del trentino.


Il padiglione Israele, era ricoperto esternamente di coltivazioni in verticale, ed a parte la scenetta tragicomica iniziale, mi sembrava più una pubblicità che un'esposizione.
La cosa che ricordo ci hanno ripetuto moltissime volte è che è stato il paese inventore dell'irrigazione a goccia.

Il padiglione Turchia molto semplice, tutto all'esterno, esposizione di spezie, bar con dimostrazioni ed assaggi tipici di caffè e baklava.



Questo l'interno del padiglione Polonia che non abbiamo visto.


Il padiglione Oman era incentrato sul sistema di irrigazione nelle zone più aride
 del paese, nonchè molto caratteristico all'esterno.



Il padiglione Russia presentava un imponente braccio ad elle con uno specchio,che si espande per diversi metri in altezza e lunghezza.
Al suo interno dimostrazioni ed assaggi di cibo e vodka.



Il padiglione Marocco, con un giardino di spezie e piante aromatiche, e l'aspetto di una città fortificata, con dentro un vaso di paglia, all'interno invece percorsi sensoriali e tattili.










Il padiglione Iran ha una forma di tenda aperta , con coltivazioni di fiori, erbe aromatiche, e coltivazioni in verticale all'esterno.





Il nostro pranzo, abbiamo scelto lo street food americano con panino all'aragosta tipico della regione del Main in America, non vi dico che siamo venuti qui per quello ma..anche.


A seguire padiglione America, molto tecnologico, con giochi d'acqua fuori, tavoli e video interattivi all'interno, anche con ambientazione stile pentagono.





Il padiglione Messico, quello che ci ha deluso di più, giochetto scemo all'entrata che creava parecchia fila, all'interno abbastanza vuoto, l'unica cosa che c'era era un filmato turistico.



La fontana era particolare.

Qui siamo all'uscita del padiglione Spagna sotto una tettoia di fragole.
Il padiglione era incentrato su proiezioni e colori e giochi interattivi.











Il padiglione Ungheria è tra quelli poco chiari, l'aspetto è di una grande botte, all'interno c'era un concerto con strumenti tipici, ed un pianoforte molto particolare e tecnologico, sinceramente non ho capito il nesso tra la musica ed il cibo.. intrattenimento?


Ecco un altro padiglione bello ma poco chiaro, e soprattutto non ho ben capito quale fosse il collegamento con il cibo...
Il padiglione Inghilterra: prima di entrare facevano fare un biglietto di ingresso con orario prenotabile, insomma facciamo la fila per il biglietto, stampiamo prenotiamo per le 13 (erano le 12) arriva l'addetto e chi fa: <comunque potete entrare anche ora> ahhhh e che me l'hai fatto fare a fa il biglietto e la fila?????
Insomma entriamo nel percorso, la visita incentrata sulle api e si ispira al movimento di un'ape che ronza per i prati, e per l'alveare.
Il padiglione è un grande alveare, molto d'effetto, tutto tecnologico con giochi di trasparenze, ed effetti.








Il padiglione Azerbaigian, struttura in legno e vetro-metallo, con una sfera al centro, al suo interno c'era un albero.
Il percorso si snoda in tre livelli, circondato da istallazioni tecnologiche a forma di tulipani che se mossi, si accendevano, inoltre lungo il percorso venivano mostrate le risorse alimentari del paese, anche sotto forma di coltivazioni.








Non tutti i paesi hanno costruito il loro padiglione, qui infatti vedete uno di quei paesi, magari più poveri, che avevano allestito il loro spazio espositivo con foto, prodotti e piccoli ristoranti.




Il padiglione Vietnam ospitava uno spettacolo con strumenti musicali originali e tipici, molto emozionante, il padiglione all'esterno era a forma di fiore di loto ed in bambù, l' interno era abbastanza spoglio.




























Il Padiglione Belgio al suo interno mostrava metodi di coltivazione alternativa, e lavorazione del cioccolato, regalava i biscotti speculoos tipici del paese, di cui trovate ricetta sul blog. E' stato uno dei primi padiglioni che abbiamo visitato però una bella birretta fredda alle 11.00 di mattina ce la siamo proprio goduta, poi faceva caldo e si stava bene.






Infine vorrei spendere due parole sui prodotti in vendita.
Gadgets dell'Expo non ce ne erano, ancora non hanno costruito il padiglione, esiste un negozietto allestito al centro di Milano con qualche gadget ma pochissime cose ed anche abbastanza deludenti.
Quelli all'interno dei padiglioni, per lo più spezie, sale e riso, (il padiglione Tailandia vendeva anche prodotti congelati, da scadare) avevano dei prezzi assurdi, nel padiglione Marocco, 30 gr di sale in grani, 8 euro...
E per andare via io senza comprare nulla....

Se volete andare a vedere Expo, e ritengo sia un'esperienza da fare, andate durante la settimana, dividete la visita in due giorni ed una sera, prenotate subito i padiglioni con il numeretto (svizzera, inghilterra), vestitevi comodi, soprattutto le scarpe!








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